A volte torna, il presidente dell’Alessandria Calcio Di Masi. Si è fatto vedere e sentire poco fa, in videochat con la stampa, e si è sottoposto al fuoco di fila delle domande dei cronisti. Ecco la sintesi delle sue risposte.
1) – “Non sono mai mancato, per la verità – ha precisato – almeno per la squadra. So cosa succede, mi tengo informato, vedo le partite in TV. Il mio amore per i grigi è immutato, ma in questo momento la mia presenza in città non è gradita ad alcune persone, e allora è meglio stare lontani e lasciare la situazione tranquilla. Diventerebbe troppo pesante per chi gioca”.
2) – “Se avessi voluto abbandonare la nave – prosegue – l’avrei fatto in estate, senza proseguire. E l’Alessandria dove finiva, finiva. Invece non l’ho fatto. Ci tenevo e ci tengo, ai grigi. E continuo a pagare puntualmente tutto, come ha sempre fatto per 10 anni. E’ chiaro che come prima non si può più. La riduzione e la sostenibilità dei costi era indispensabile, ed è quello che si sta facendo”.
3) – “Domani mi sentirò con l’allenatore e il direttore sportivo per fare il punto sul mercato di gennaio – spiega – e lo farò anche la prossima settimana. Vedremo ciò che serve per ottenere l’obiettivo (la salvezza, ndr). Sempre se ci sarò io in questa posizione. Ma al momento non c’è nessuno che affonda il colpo per chiudere la trattativa. D’altronde, in 10 anni, quanti imprenditori locali abbiamo visto avvicinarsi ai grigi? E anche piemontesi è difficile. Sono pochissimi quelli che entrano in questo meccanismo quasi al buio, come feci io 10 anni fa”.
4) – “Quanto alla situazione del calcio, ho trovato corrette le dimissioni di Ghirelli – precisa – a seguito di una votazione in cui la sua linea è stata sconfitta. Ma è il segno del calcio che non cambia, che non vuole nemmeno una piccola riforma come quella proposta per la serie C. Ognuno pensa al suo orticello, ma bisogna capire che il calcio sta affondando, che l’economia nel mondo è cambiata e che è necessario ridurre i costi”.
5) – “Certo che la situazione attuale mi dispiace, per come si è messa – conclude – ma faccio le cose con passione e, dove ha sbagliato, è successo per quello. Resto in attesa che qualcuno si faccia avanti per rilevare la società e fare meglio di me, ma al momento si parla. Ed è inutile che ogni settimana renda noto questo e quello se poi non si arriva a niente. Finché resto, la garanzia sono io”.