La scorsa settimana, nella giornata di martedì 8 aprile, presso la Casa Circondariale di Vercelli si è verificato un grave episodio di protesta da parte di due detenuti, un rumeno ed un uruguaiano che, intorno alle ore 14:45, si sono rifiutati di rientrare dal cortile, arrampicandosi sul muro perimetrale. Spiega Vicente Santilli, segretario per il Piemonte del SAPPE: “Le motivazioni riguardavano, da un lato, l’opposizione ad un recente, dall’altro una richiesta di trasferimento avanzata per solidarietà. Ma solo dopo 2 ore di trattativa i soggetti hanno desistito dalla protesta, rientrando volontariamente nel reparto, finendo poi in isolamento cautelare dopo le visite. Le operazioni complessive si sono protratte fino alle 21, con oltre 6 ore di gestione ininterrotta dell’evento critico. Nel corso dell’intervento un Agente Scelto ha riportato lesioni con prognosi di 5 giorni”.
Perplesso e arrabbiato Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che indica la soluzione, come già fatto decine di volte: “Ditemi voi se è normale un Paese in cui certi detenuti non si fanno scrupoli ad aggredire i poliziotti. A questo senso di impunità bisogna rispondere con provvedimenti penali e disciplinari efficaci, anche destinando magari carceri dismesse, come l’Asinara e Pianosa, per contenere quei ristretti protagonisti di gravi eventi critici, aggiungendo nuovi strumenti che migliorino il servizio, come bodycam, taser e tutele legali”.
